Come capire se la tua banca è a rischio in 3 passi 2


Ci siamo, l’argomento di cui si parla da ormai più di un anno. Le banche sono a rischio?

La risposta è…dipende.

Dipende da tante cose, in particolare anche dal rapporto che tu hai con la tua banca.

Se fai parte di quella categoria di persone che “lascia fare” alla banca, si fida ciecamente e non si informa minimamente su come stia andando il proprio rapporto con la banca stessa, allora le brutte sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

Si, anche se non te lo saresti mai aspettato.

Le banche a rischio si comportano in modo simile, cercano di tenere i propri clienti all’oscuro di molte informazioni.

Per capire se la tua banca è a rischio o se devi temere qualcosa ci sono due metodi: uno oggettivo ed uno soggettivo.

Partiamo dal metodo oggettivo: come ti ho spiegato in questo video  la banca è una azienda che fa due cose principalmente.

Riceve denaro da custodire da parte dei correntisti e clienti.

Presta soldi ad aziende e privati che ne hanno bisogno.

Si crea così un equilibro che va tenuto sotto controllo molto attentamente: pochi prestiti non faranno guadagnare la banca (si lo so, è dura da accettare, ma la banca fa tutto quello che fa per guadagnare dei soldi), troppi prestiti possono portare dei rischi.

Se la banca presta molti soldi c’è il rischio che alcuni di questi prestiti non siano rimborsati. Se non “tornano indietro” chi ci rimette è sicuramente la banca. Se tanti, tutti i prestiti non tornano indietro allora a farne le spese saranno i clienti stessi.

Controllare questo equilibrio è fondamentale: il controllo viene fatto da delle società esterne (se lo facesse la banca stessa sarebbe inevitabilmente un giudizio a proprio favore).

Queste società si chiamano società di rating: il rating è il voto che viene dato alle banche.

Queste società analizzano i bilanci, i prestiti, le operazioni delle banche per poter poi dare un voto, che è espresso attraverso delle lettere.

Qui puoi vedere come può essere il voto.

Tanto è più alto il voto, tanto più si può considerare sicura una banca: infatti la valutazione è più positiva se la società di rating trova che la banca sia in grado di pagare i propri debiti, di rispettare le scadenze e tutelare i propri clienti.

Chi invece si lascia un po’ troppo andare con i prestiti “non sicuri” avrà un voto inferiore perché rischia di mettere in pericolo i risparmi dei propri clienti.

Questo è un metodo oggettivo per capire se una banca è sicura: nel tempo è stato molto attaccato perché le società di rating si sospetta possano essere “incentivate” a dare voti migliori rispetto alla realtà.

Ecco perché voglio parlarti del metodo soggettivo per sapere se la tua banca è sicura: è un metodo che solo tu puoi verificare, perché riguarda te ed il rapporto che hai con la tua banca.

I 3 modi in cui puoi scoprirlo sono 3 domande che puoi farti subito:

  1. la mia banca ha mai cercato di “vendermi” dei prodotti di cui non ho capito la finalità o l’utilizzo facendoli passare come l’offerta del momento o prodotti “sicuri senza rischio”?
  2. la mia banca è trasparente e mi dice sempre quanto pago i servizi che mi offre?
  3. la mia banca mi aggiorna sul suo stato di salute, sulle operazioni che sta facendo, e su cosa succede in generale nel mondo delle banche?

Che sia sicura la banca come istituzione in sé è fuori dubbio, ma la cosa più importante è che sia sicuro il rapporto che tu hai con la tua filiale, il tuo referente, consulente o chiunque sia.

Ecco come puoi interpretare le domande precedenti.

  1. Quando al tg senti tragiche notizie di persone che hanno perso risparmi, nel 90% dei casi è perché gli è stato consigliato un investimento rischiosissimo. Eppure le vittime di queste tragedie sono sempre persone che non avevano il minimo sospetto che ciò che gli veniva proposto fosse così rischioso. Molte volte il prodotto è stato venduto come “senza rischi e con grande guadagno”. Questa relazione quando si parla di investimenti non esiste più, e te ne parlo qui.
  2. Nei casi peggiori la banca smette di mandarti la documentazione periodica dove sono indicate tutte le spese che sostieni: sono costi molte volte inutili e molto ingenti che senza saperlo paghi per i servizi che ottieni. Sono soldi vitali per le banche che non riescono ad ottenere il massimo dal proprio lavoro e cercano di arrotondare in questo modo.
  3. Non si tratta di vantarsi dei risultati della propria banca, si tratta di rendere partecipe te che sei cliente in quale realtà bancaria ti trovi. Ovvio che se senti parlare della tua banca solo al tg nella categoria di notizie “cronaca” qualche domanda dovresti cominciare a fartela.

Una banca è a rischio se non si imposta un rapporto sicuro. Certo è importante sapere se è sull’orlo del fallimento, ma è molto più comune che all’interno di una banca sicura il rapporto che si instaura non lo sia.

Ed il risultato è lo stesso.

Quando scegli la banca tieni presente questi due metodi: in questo articolo ti spiego come scegliere quella più adatta a te.

 

Alla prossima!

Alessandro


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2 commenti su “Come capire se la tua banca è a rischio in 3 passi

  • Simone

    Buonasera,
    Gradivo chiederVi un’informazione sulla solidità di Banca Alta Toscana;banca nata nel 2017 dalla fusione del Credito Cooperativo di Vignole,Banca di Masiano e Montagna Pistoiese.
    Vi ringrazio infinitamente di questa preziosa indicazione.
    Cordialmente,
    Diani Perez

    • Alessandro Sichieri L'autore dell'articolo

      Buongiorno, per poter definire la solidità di una banca è necessario analizzare dei parametri qualitativi e quantitativi, così come ha potuto leggere nell’articolo. La valutazione dei parametri quantitativi si basa primariamente sulla capacità di rimborso degli impieghi della banca e sulla composizione del bilancio: essendo una banca nata da una fusione di più istituti i bilanci delle precedenti banche sono stati accorpati per rendere la struttura evidentemente più solida. La valutazione della capacità di rimborso della banca genera un rating: in base alla qualità del credito quindi verranno dati dei giudizi sull’andamento creditizio della banca. A prescindere dal rating e quindi dalla qualità del credito, è necessario nel suo caso valutare che tipologia di rapporto ha in essere con la banca. Infatti in caso di rating negativo e situazione negativa per la banca, ad essere penalizzati saranno in primis azionisti e creditori della banca stessa. I conti correnti godono invece del fondo di garanzia per le cifre inferiori ai 100.000€. La solidità quindi va vista in modo relativo alla tipologia di rapporto che ha in essere con la banca. Se per esempio ha un dossier titoli con azioni estere, una eventuale crisi creditizia della banca non la toccherebbe in alcun modo.

      Spero di aver risposto alla sua domanda, rimango a disposizione